OAKLEY JAWBREAKER CON LENTI TRANSITIONS

Ciao, probabilmente mi conoscerai già, ma lascia che mi presenti lo stesso. Il mio nome è Alessandro Vanotti e a partire dalle prossime settimane -in collaborazione con Ottica Ceroni- ti offrirò le mie opinioni e impressioni sulle migliori lenti e occhiali da sole per i ciclisti!

Per la prima recensione non mi sono spostato molto da casa: approfittando dall’Arrivo a Bergamo della 15°Tappa del Giro, ho deciso di compiere lo stesso tracciato che hanno fatto i ciclisti durante la corsa.

L’occhiale di cui ti voglio parlare oggi è l’Oakley Jawbreaker, montato con Lenti Transitions.

Pronto a pedalare insieme a me?

E allora, si parte!

Il mese di Maggio è un mese importante per testare una serie di occhiali e lenti per varie esigenze, perché in primavera il tempo cambia repentinamente durante le uscite in bici.

Questa settimana ho deciso di percorrere in sella alla mia Trek Madone la tappa del centesimo Giro d’ Italia, che arriva nel cuore della mia città, Bergamo, passando dalle salite che mi hanno accompagnato per tanti anni nei miei lunghi e faticosi ma stimolanti allenamenti.

Una giornata serena, ma con continui passaggi nuvolosi, con luce in certi tratti forte ed in altri offuscata. Ho scelto quindi di partire in allenamento con l’ occhiale Jawbreaker di Oakley con lente Transition. Prima operazione ho regolato la lunghezza delle aste; questa possibilità offerta dal Jawbreaker é utilissima per tenere l’ occhiale ben saldo sul viso ed esteticamente in posizione perfetta.

Il primo tratto in allenamento è stato con luce discreta, mentre nella seconda parte, sulla salita di Miragolo e la discesa di Selvino, le nuvole oscuravano di colpo la luce; la lente Transition, adattandosi di continuo ai repentini cambiamenti di luminosità, mi ha aiutato tantissimo.

Una caratteristica importantissima del Jawbreaker è infatti mantenere la vista rilassata e concentrata sul percorso: in discesa ad esempio, dove la presenza di ombra dovuta alla vegetazione, i riflessi sull’asfalto sconnesso e le buche rendono assolutamente necessaria la massima attenzione e la massima capacità di messa a fuoco nelle diverse condizioni di illuminazione.

Finalmente, l’ arrivo a Bergamo salutato da un sole e da una temperatura quasi estiva: anche stavolta, in presenza di una luce molto forte la lente del Jawbreaker si è adattata velocemente. Da segnalare che l’ occhiale col sudore non si è mai appannato; unica nota negativa è che forse mi sarebbe piaciuta una lente ancora più scura in condizioni di luce piena.

La capacità di adattamento della lente, secondo le caratteristiche dichiarate dal costruttore, aumenta anche con la temperatura, quindi in estate le performances dovrebbero ulteriormente migliorare.

Credo di aver detto tutto! Mi auguro di essere stato esauriente e di aver spiegato bene pregi e difatti dell’Oakley Jawbreaker montato con Lenti Transitions!

Ci sentiamo prossimamente con la recensione di un altro occhiale!

A presto, Alessandro Vanotti